galea- galera

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galera o galea, (nave) dal greco γαλέoς  (galeos), squalo.

galeotto: criminale condannato al remo di una galera o galea.

"Allor che ben conobbe il galeotto" Pur.2-27-, angelo nocchiero che guidava le anime al purgatorio.

Galeotto (in francese Galehaut) è un personaggio di vari romanzi appartenenti al ciclo arturiano, favorì l'amore fra Lancillotto e Ginevra, da qui  "Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse" .  Inf. V-137
manscritto del 1400
γαλέρες; lavori forzati

mal di mare

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nausea: dal latino nausea,  dal greco nausìa = mal di mare, da nàus = nave


hippos: battello da pesca
con figura di cavallo a prua


cavallo di troia = nave?

turchese

qui - 
turchese: dal francese turqueise, o turquoise = pietra turca, anche in turco = turkuaz


Plinio la chiama callaina (dal greco καλλαλιτηος, bella pietra). Usato dagli egiziani, dai maya, dagl' incas, dai romani (busto di Tiberio o Augusto- Uffizzi)

testo - esordire

testo: dal latino textus = tessuto o trama, der. del part. pass. textus di texere = tessere.

"tacendo, si mostrò spedita
l'anima santa di metter la trama
in quella tela ch'io le porsi ordita." Par.XVII (100-102)


ordireesordire= cominciare a tessere.

La trama è l'insieme di fili (orizzontali) che con quelli dell'ordito (verticali) concorrono nel formare un tessuto.

laurea

laurea: dal latino laurea,  da laurus =  alloro, corona d’alloro con cui si cingeva la fronte degli imperatori o dei poeti.

E di te sempre si orneranno,
o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra;
e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante
intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei.
Metamorfosi (I, 557-560)

egregio

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egregio: dal latino egregius, ex (fuori) + grex (gregge)  = fuori dal gregge, che si contraddistingue.

vir egregius era titolo dei funzionarî romani dell’ordine equestre. Dal II sec. d.C. si stabilì una gerarchia delle cariche equestri, secondo gli stipendi e l’importanza, alle quali spettavano i titoli di vir eminentissimus, perfectissimus, egregius, splendidus. 

metafora

qui
metafora: dal greco metaphorá = trasporto, trasferimento.

vaccinare

vaccino: da vacca, in origine, il termine designava il vaiolo dei bovini (o vaiolo vaccino).  Venne coniato dal medico britannico Edward Jenner, che nel 1796 lo utilizzò la prima volta per indicare il materiale ottenuto dalle pustole di bovini ammalati di vaiolo vaccino.

stilo - stile

stilo: strumento scrittorio per eccellenza degli antichi Romani, costituito di un’asticella di osso, metallo o legno, appuntita da una parte per scrivere e piatta dall’altra per cancellare e spalmare di nuovo la cera sulla tavoletta impugnabile o pugillares, così da potervi riscrivere. In alcuni scrittori latini la parola era già adoperata in senso traslato, per indicare il modo dell’espressione letteraria, lo stile.

affresco romano, donna con stilo e  pugillares

stilografica - calligrafia -


Noi siàn le triste penne isbigotite,
le cesoiuzze e ’l coltellin dolente,
ch’avemo scritte dolorosamente
quelle parole che vo’ avete udite ...
Cavalcanti (1258-1300)

C’è chi si preoccupa per me,
che nulla teme più che io ceda ad un letto ignoto.
Sulpicia

Io non vorrei affidare parola a tavolette sigillate,  
per il timore che qualcuno le legga prima del mio  amato...
Sulpicia ( I sec. a.c.)

Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m' ha fatto onore. Inf. I, 85-87

tegola - toga

tegola della domus di Gaudenzio
 sul Celio

tegola: dal latino tegere = coprire. - qui-


toga: dal latino tego = copro.

eclissi


Non vi è cosa che l'uomo non possa aspettarsi,... o desti stupore... da quando Zeus,... fece notte in pieno giorno, nascondendo il disco sfavillante del sole, e scese tra gli uomini un madido terrore, tutto da allora è degno di fede, tutto dall'uomo può essere atteso... 
Archiloco, fram. 122 pag 21

eclissi: dal lat. eclipsis, dal greco ékleipsis, derivato dal verbo ekléipein lasciare, abbandonare.

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una lettera

tetradramma d'argento
in uso ad Atene nel 480-420 circa a.C.
Civetta di Minerva
Gli occhi e il becco seguono la linea della lettera φ (phi), simbolo alfabetico greco della filosofia e in seguito della sezione aurea. Lettera che quindi accomuna armonia, bellezza e amore per la conoscenza e per la ricerca in senso lato. 

Civetta (saggezza) da non confondere con gufo (nefasto).

un euro greco

Si sedes non is


Porta  Magica fiancheggiata da due statue del dio egizio Bes
Si sedes non is

Il motto può essere letto da sinistra a destra (Se siedi non vai) e da destra a sinistra (Se non siedi vai). si trova sulla soglia della Porta Alchemica  o Magica, unica testimonianza di architettura alchemico-magica del mondo occidentale ancora oggi esistente e unica sopravvissuta delle cinque porte del monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte (1614-1680) nella sua residenza,   sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino nella posizione quasi corrispondente all'odierna Piazza Vittorio, dove oggi è stata collocata. 

L'interesse del marchese Savelli per l'alchimia nacque probabilmente per la sua frequentazione sin dal 1656, della corte romana della regina Cristina di Svezia, appassionata cultrice di alchimia e di scienza (fu istruita da Cartesio) che possedeva un avanzato laboratorio.

Alleluia

Alleluia (1896) di Thomas Cooper Gotch
Alleluiadall' ebraico, hallelū lodate e Yāh forma breve del nome divino Jahvè.

Esclamazione di gioia in inni e orazioni della chiesa, per questo si omette  nelle messe per i defunti.

Dagli ebrei passò ai primi cristiani, e, secondo l'Apocalisse (XIX, 1, 3, 4, 6), la moltitudine dei beati lo canta in cielo.

Si trova scritto in numerosi salmi, come formula dossologica, al principio, e in qualche caso alla fine. Nei libri greci dell'Antico Testamento è usato come sostantivo: "e per le sue contrade si canterà l'Alleluia" (Tobia, XIII,18)